Fêr le Grazie e le Muse alta contesa,
Delia, d'intorno a la tua nobil bara;
ché pianger vonno ed onorarti a gara,
sì come una di lor qua giù discesa.
— Qual donna mai, de' raggi nostri accesa,
a la vista del mondo fu sì cara
(dicean le Grazie), ond' anzi tempo avara
Morte rubolla, al gran guadagno intesa?
— Togliea il suo canto ogn' ira ed ogni angoscia,
la vinse Morte ria (gridan le Muse),
ché tolse il passo a la divina voce. —
— Pianger debb'io (soggiunge Amor), ché, poscia
che Delia mia le labbra e gli occhi chiuse,
non punge stral de' miei, né fiamma coce.