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1510–1568

SONETTO CCCXXVII

Luigi Tansillo

Tu che facesti al Mincio aperto dono, sicana Musa, de le dolci avene, ascolta un pescator ne le tue arene tirar gli scogli e fermar l'onde al suono;

di cui li accenti così grati sono, che risonando a l'aere, le Sirene frenan le voci, e, di vergogna piene, mostrano avere il canto in abbandono.

E 'l mio Sebeto, di tal gloria altero, le rive ha d'oro, e del più terso argento corre a gara del Po l'acque più chiare; ché s'udrà in questo e in quell'altro emisfero

formar, mentre il sol gira, un bel concento, Sincero in terra, e Solitario in mare.

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