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1510–1568

SONETTO CCCXLV

Luigi Tansillo

Poiché col ferro di sua man trafisse Lucrezia il casto petto, acciò che, astersa vil macchia col torrente che indi versa, candida e bella all'altra vita gisse;

le sante luci or tenea chine e fisse in vêr la terra di suo sangue aspersa, or verso il ciel le alzava; indi, conversa al padre e ai suoi, col fiato estremo disse:

— Faccian prodotti eterna fede, s'io l'alma ebbi pura, ancorché sozzo il velo, il sangue al mio signor, lo spirto a Dio. Oh quanto ben del mio onorato zelo

parleran questi due dopo il fin mio, testimon l'uno in terra, e l'altro in cielo! —

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