Skip to content
1510–1568

SONETTO CCCXL

Luigi Tansillo

O sola, a tranquillar nembi e tempeste dei petti illustri e de l'accese menti, nata con l'aura de' beati accenti, ch'or giungon grazia all'armonia celeste,

per la dolcezza che sovente a queste orecchie porse il suon di tuoi concenti, io sagro all'ombra tua (prendigli e senti) questi fior lieti e queste rime meste.

E se non posso di superbi marmi erger sepolcro che contenda a l'ira del tempo, ch'ogni cosa empio divora; potessi quante lire e quanti carmi

ha il mondo, qui raccorre: esequie e pira a l'ossa tue forse più degno fora!

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO CCCXL · Luigi Tansillo · Poetry Cove