O sola, a tranquillar nembi e tempeste
dei petti illustri e de l'accese menti,
nata con l'aura de' beati accenti,
ch'or giungon grazia all'armonia celeste,
per la dolcezza che sovente a queste
orecchie porse il suon di tuoi concenti,
io sagro all'ombra tua (prendigli e senti)
questi fior lieti e queste rime meste.
E se non posso di superbi marmi
erger sepolcro che contenda a l'ira
del tempo, ch'ogni cosa empio divora;
potessi quante lire e quanti carmi
ha il mondo, qui raccorre: esequie e pira
a l'ossa tue forse più degno fora!