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1510–1568

SONETTO CCCXIV

Luigi Tansillo

Vaga la fera Parca del mio pianto, mosse vêr donna, ch'Amor diemmi in sorte, per far le fila dei bei giorni corte, e 'l nodo sciôr, che strinse Imeneo santo;

ond' io sul caro sen piansi cotanto, che fei viva pietà nel cor di morte! Quanto dovrete voi pianger più forte? Che farà il colpo, se il timor può tanto?

Ma dolce a voi, signor, fido rifugio riman nel duol, le note alte e divine, ch'amor vi detta e i bei concetti vostri. Io con l'umor degli occhi impetrai indugio

all'altrui vita e corso, ch'avrà fine; e voi l'eternerete con gl'inchiostri.

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