Vaga la fera Parca del mio pianto,
mosse vêr donna, ch'Amor diemmi in sorte,
per far le fila dei bei giorni corte,
e 'l nodo sciôr, che strinse Imeneo santo;
ond' io sul caro sen piansi cotanto,
che fei viva pietà nel cor di morte!
Quanto dovrete voi pianger più forte?
Che farà il colpo, se il timor può tanto?
Ma dolce a voi, signor, fido rifugio
riman nel duol, le note alte e divine,
ch'amor vi detta e i bei concetti vostri.
Io con l'umor degli occhi impetrai indugio
all'altrui vita e corso, ch'avrà fine;
e voi l'eternerete con gl'inchiostri.