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1510–1568

SONETTO CCCXI

Luigi Tansillo

Già desiai, qual voi, dar col mio canto al vostro buon signor pregio immortale; e 'l cantai spesso, sebben voce eguale non sperava a subbietto alto cotanto.

Tacquimi alfin, poiché m'accorsi quanto ella al gran merto suo gìa diseguale. Non avvien così a voi, che far d'uom frale potete eterno, e in gioia volger pianto.

Senz' altrui lume il vostro alto vedere corre le umane cose e le divine, e l'immenso di lor, come il finito. Cantate, dunque, voi sue glorie intere:

spiegate in carte tosche ed in latine la bontate e il valor d'un nuovo Tito.

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SONETTO CCCXI · Luigi Tansillo · Poetry Cove