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1510–1568

LXXXVI.

Luigi Tansillo

O, mentre 'l vero lume ebbero a scherno Queste luci, e dell'alma fur rubelle, Note vergate di splendor di stelle, Ora scritte di ruggine d'inferno;

Assai più del verace, e de l'eterno Credea che fosse in voi, che non han quelle Che stampano laggiù le tre sorelle, Che de le vite umane hanno il governo.

Come fur preda de' rapaci venti Vostre altiere promesse, così voglio Che siate cibo voi d'avidi stenti. Questa la pira sia del mio cordoglio,

Ardan con lor rinchiusi i miei tormenti, Ciò che di lei in mente io tener soglio.

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