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1510–1568

LXXXII.

Luigi Tansillo

Non fu vano il rumor che il mondo udiva, Ch'era, lontan da voi, di vita sciolto; Che parte in me d'allor non restò viva, Che 'l vostro lume agli occhi miei fu tolto,

L'alma nudrita all'aria del bel volto Come di tanto ben potea star priva? Mancando il cibo, ond'ella si nudriva, Io fui tra pochi dì morto e sepolto.

E se vi par ch'avanzi il cener nostro, Che rieda al petto l'alma, ond'era uscita; Da voi nasce il miracol, ch'a voi mostro. Fu tanto in ciel quella pietà gradita,

Che di mia morte apparve nel cor vostro Ch'al cener di quest'ossa impetrò vita.

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