Cantai, or piango: e se nel duro petto
Della nemica mia destasse il pianto
Tanta pietà, quanta fe' gioia il canto;
Vivrei nel duol, qual vissi nel diletto.
Ma chi mi fa cangiar voce e soggetto,
L'umor degli occhi miei non degna a tanto:
Così malgrado mio convien che quanto
Cantai di speme, or pianga di sospetto.
E perché 'l pianger mio vie più mi spiaccia;
Che 'l gradirei, se ciò non fosse, molto;
Quel che più dir dovrei, forza è ch'io taccia
Or, poi ch'io piango, e la mia donna vuole
Che celi il mal ch'a pianger m'ha rivolto,
Piovano gli occhi, e agghiaccin le parole.