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1510–1568

LXXI.

Luigi Tansillo

Poiché col ferro di sua man trafisse Lucrezia il casto petto, acciò che, astersa Vil macchia col torrente che indi versa, Candide e bella all'altra vita gisse;

Le sante luci or tenea chine e fisse In vèr la terra di suo sangue aspersa, Or verso il ciel le alzava; indi, conversa Al padre e ai suoi, col fiato estremo disse:

Faccian prodotti eterna fede, s'io L'alma ebbi pura, ancorché sozzo il velo, Il sangue al mio signor, lo spirto a Dio. Oh quanto ben del mio onorato zelo

Parleran questi due dopo il fin mio, Testimon l'uno in terra, e l'altro in cielo!

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