Poiché col ferro di sua man trafisse
Lucrezia il casto petto, acciò che, astersa
Vil macchia col torrente che indi versa,
Candide e bella all'altra vita gisse;
Le sante luci or tenea chine e fisse
In vèr la terra di suo sangue aspersa,
Or verso il ciel le alzava; indi, conversa
Al padre e ai suoi, col fiato estremo disse:
Faccian prodotti eterna fede, s'io
L'alma ebbi pura, ancorché sozzo il velo,
Il sangue al mio signor, lo spirto a Dio.
Oh quanto ben del mio onorato zelo
Parleran questi due dopo il fin mio,
Testimon l'uno in terra, e l'altro in cielo!