Or che 'l Tesino, e 'l Po si stringe e invetra
Al soffio del gran borea orrido tanto,
E l'Appennin, gittato il verde manto,
Veste il color della sua nobil pietra;
Vorrei l'aspro rigor, che i membri impietra,
Schermir sotto il Ninfeo, ch'opra d'incanto
Sembra, più che di man, sonando intanto
Che Dorida or s'avanza, ed or s'arretra:
O tra il terrestre coro, e tra il marino,
Senza desio sentir di primavera,
Teco al vespro cantar, teco al mattino
Ma non son, lasso, Martiran, qual era:
Gli sdegni altrui mi han fatto peregrino
Dei luoghi, ov'altro, che dolor, si spera.