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1510–1568

LXVII.

Luigi Tansillo

Occhi, fiamme d'amor, che tanto foco Accendeste al mio cor, tanti sospiri; Vedrò quel giorno mai, che pur respiri, E che 'l mio ardor non vi prendiate a gioco?

Se il mio incendio, di cui vi cal sì poco, Vedeste, o pur un sol dei miei sospiri; Avria forse fra' vostri empi desiri Una lagrima mia pietoso loco.

Ma, lasso, quanto in me cresce l'ardore, Cresce la crudeltà dei vostri rai: Che volete voi più da questo core? L'alma, che fin da prima vi donai,

Mirando de' bei lumi il gran splendore, È vostra: or che potria più darvi mai?

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