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1510–1568

LXVI.

Luigi Tansillo

Poscia che 'l sol se n'ha portato il giorno, E l'atra notte di sotterra svelle; Vien, vaga luna, con le luci belle, E fa della tua vista il mondo adorno.

Pon mente al ciel, come girando intorno, Ad ogni passo par che ti rappelle: Pon mente quanti eserciti di stelle Attendon desiosi il tuo ritorno.

Le stelle, il ciel, la terra, e l'ombre istesse Ridono all'apparir del tuo bel viso; E le tenebre mie non son sì spesse. Mentre col guardo in te, col pensier fiso

Rimiro altrui; s'han fede alte promesse, Non sono in tutto dal mio ben diviso.

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