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1510–1568

LXV.

Luigi Tansillo

O della terra nobil pellegrina, Che sol per adornarla vi scendeste, Alma reale il cui valor celeste Quanto fortuna oltraggia, il mondo inchina;

Se qual alma sul cielo si destina Tra lieti cori, e qual tra schiere meste Sotterra a lacrimar, mentre per queste Strade terrene mortal piè cammina,

Conoscer puossi a' buoni, e rei presaggi; Ben ho da paventar, quand'io mi moia, Ch'eterno duol laggiù mi s'apparecchi; Poiché fuggo da voi, ne' cui bei raggi,

Ad esempio del cielo, han doppia gioia L'alme intente, e per gli occhi, e per gli orecchi.

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