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1510–1568

LXIII.

Luigi Tansillo

Passano i lieti dì, come baleni, E da mane precipitano a sera; E tanto l'alma amareggiata e nera Lascian, quanto essi fur dolci e sereni.

I tristi movon lenti; e mille freni Han l'ore, che gli adducon dove assera: Par che il motor della seconda sfera Sproni quelli, e Saturno questi affreni.

Mentre i begli occhi, ove t'annidi e veli, Amor, sin qui godea da presso, lievi Correano quasi a gara il dì e la notte. Or, ch'io piango lontan, le rote rotte

Son d'ambo i carri; né la state brevi Fa le sue lune, né la bruma i soli.

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