Parrà strano a mortal basso pensiero,
E 'ncolperà l'eterno alto consiglio,
Giovanna, fido albergo al lungo esiglio
Delle virtù, che 'l mondo sdegna altero;
Ch'a voi pur mostri sì turbato e fero
Ostinata fortuna il volto e il ciglio:
Che v'odii l'empio, io non mi maraviglio;
Poiché 'l vostro valor spregia il suo impero.
Né men, ch'ad uom sì poco di voi caglia,
Cui fu d'amica, e larga stella offerto
Gioir della beltà, che nulla agguaglia.
Puossi veder quaggiù segno più certo
Del bel divin, che l'uman occhio abbaglia:
Ch'uom terren non comprenda il suo gran merto?