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1510–1568

LVI.

Luigi Tansillo

Gravi sospir dal cor forse vi elice Il pensar, che sì tosto da voi sparve, E se n'andò lassù, senza lasciarve Alcun pegno di sé, l'alma felice.

Deh non ite col volgo, a cui non lice Scontrar mai vero, che non copran larve: Che sol non vi lassò, (come altrui parve) La vera, e in terra e in ciel, di voi Beatrice.

Amor, ed onestà, cari gemelli, Valor, e cortesia, bontate, e 'ngegno E pensieri, e parole, ed opre sante Fur gli alti parti suoi, gl'illustri e belli

Figli, del casto sen securo pegno, Che, ove che siate, ognor vi fian davante.

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