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1510–1568

LV.

Luigi Tansillo

Già desiai, qual voi, dar col mio canto Al vostro buon Signor pregio immortale; E 'l cantai spesso, sebben voce eguale Non sperava e subbietto alto cotanto.

Tacquimi alfin, poiché m'accorsi quanto Era al gran merto suo già diseguale. Non avvien così a voi, che far d'uom frale Potete eterno, e in gioia volger pianto.

Senz'altrui lume il vostro alto vedere Corre le umane cose, e le divine, E l'immenso di lor, come il finito. Cantate dunque voi sue glorie intere:

Spiegate in carte tosche, ed in latine La bontate e il valor d'un nuovo Tito.

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