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1510–1568

LIX.

Luigi Tansillo

Mentre lunge dal ricco e nobil piano, Ch'adombra il gran Vesevo, e bagna il Sarno, Di regno in regno io corro il mondo, e indarno Cerco al crin di fortuna gettar mano;

Rotto dal corso, in sul terren toscano, Di febbre e di dolor mi struggo e scarno: Benché, s'io cado in sulla riva d'Arno, Non mi parrà d'aver sepolcro strano.

Se scritto è pur nei libri delle Parche, Ch'io qui mi giaccia; ad uom fuor del natio Nido spento non sian vostre man parche, Perché 'l nome non chiuda eterno obblio,

E l'ombra anzi cent'anni Stige varche; Vi raccomando, Varchi, il cener mio.

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