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1510–1568

IV.

Luigi Tansillo

Se mai ritrar dal periglioso grembo Mi fan di Teti il piè stelle seconde, Sì, che le mie speranze io più non fonde, Come duo lustri fei, sopra acqua, e nembo;

L'orlo appressar del suo ceruleo lembo Mai più non mi vedranno arene, o sponde, Se non fusse a solcar le nobil'onde, Chiare del nascer vostro, o mio gran Bembo.

Tra lor ben entrerò, quantunque insano Adria, per veder voi, cui tanto onora Italia, e cercan sì le genti esterne, E per baciar quell'onorata mano,

Che toglie altrui di tomba, e fa in un'ora A la morte, ed al tempo ingiurie eterne.

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