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1510–1568

III

Luigi Tansillo

Quando io vidi, madonna, Con quella bianca man bagnarmi il petto; Certo, mossa a pietà, col freddo umore Cerca far scemo il mio soverchio ardore,

Dissi al cor, pien di gioia e di sospetto. Ahimè! che più l'acceser le dolci acque! E quel che più mi spiacque, Fu che arser dentro e mi agghiacciâr di fuore.

Ond'io bagnando più con gli occhi miei, Come, lasso! gridai, contro costei Mi gioverà mai schermo, tempo, o loco, Se dentro l'acqua porta acceso il foco?

Non mi biasmate, donna, Se io mostrai ne' sembianti Di schivar l'acqua, che bramar dovrei Da quella man che fila gli anni miei,

Perché son diseguale a gli altri amanti. Brama ogni spirto acceso uscir dal foco, Ed io d'entrarvi più sempre desio, Perché dal foco ho tutto il viver mio:

Né mai, poi ch'io fui vostro, in alcun loco Fu d'altro cibo l'anima nudrita: Mancando il foco, mancheria la vita. Nol negherò, madonna:

Io fuggo l'acqua, e fuggirolla sempre, Come quel che potria Molto scemar de la dolcezza mia, Se è ver che l'un contrario l'altro stempre.

Nel foco ora contento il cor si sface: Arder per vostro amor tanto mi piace, E dal primiero di tanto mi piacque, Che, acciò non manchi il foco, io fuggo l'acque.

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