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1510–1568

CXXXV.

Luigi Tansillo

Padre del ciel, cui tra pietoso e giusto Qual più mi debba dir non vien certezza, Poi che morendo pasci di dolcezza La bocca che t'uccise col suo gusto;

Dunque al mio petto immondo, e tanto adusto Da fiamme accese di mortal bellezza, Entrerai tu, per l'alta cui grandezza Non pur la terra e 'l mar, ma il cielo è angusto?

Qual degna sede troverai qui dentro? Altro che 'l piccol cor non posso darte, Che incontro ai messi tuoi lieto risorge. Entra, Signor, poi che pietà ti scorge,

E con tua santa luce fin dal centro Scaccia via l'ombre, che gli error ci han sparte.

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