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1510–1568

CXVI.

Luigi Tansillo

Se quelle voci che m'uscir dal petto Mentr'io di voi mi dolsi, e quelle carte Ch'io vergai d'ira, e son fra mille sparte, Riaver potessi indietro, or che soggetto

Cangiar convien, poi che ragione ha stretto Del tutto il nodo ch'ira sciolse in parte, Preda d'oblio, ciò che disdegno ed arte Han scritto, io farei, donna, e ciò ch'han detto

Non perché macchia al vostro onor, né danno Facessi mai con lingua e con inchiostro; Ma acciocché quei che dopo noi verranno, S'avvien che tanto viva il nome nostro,

Sappian com'io v'amai più d'anno in anno, E nacqui, e vissi sempre, e morii vostro.

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