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1510–1568

CXLVI.

Luigi Tansillo

Ringrazio e lodo il ciel, che più non sento Nel fondo del mio cor l'acuto chiodo, Né più di gelosia mi struggo e rodo, Né pasco il mio sperar più d'ombra e vento.

Non sento più dolor né più tormento, Né più mi stringe l'amoroso nodo: Libero sono, e libertà mi godo, E del passato error mi doglio e pento.

Amor sia messo in sempiterno obblio: E voi, ciechi pensieri e false voglie, Per cui si schiuse il varco al van desio, Rimanendomi ognor gli affanni e doglie:

E com'un tal pensier dal petto mio, Amor da la memoria si discioglie.

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