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1510–1568

CXLI.

Luigi Tansillo

Corse Ippolita il ciel di spera in spera, Del bel peso mortal già scarca e scinta, E vide il padre invitto ne la quinta, Cui, viva, ella sì cara e simil' era.

Figlia de l'alma mia, sembianza vera Del volto mio da Dio ritratta e pinta, Qual Parca, disse, t'ha sì tosto estinta, Perché laggiù bellezza e virtù pera?

Risponde ella e s'inchina: se ai bei membri Ti sembrai tanto, o padre, ed ai sembianti, Non vuoi che ai gesti ed al valor ti sembri? Tu con l'armi e col cor sul fior del pelo

Vincesti il mondo: io con altre opre e sante Giovane e bella ho guadagnato il cielo.

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