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1510–1568

CXL.

Luigi Tansillo

Quel nodo, ch'io pensai che fosse sciolto, Anzi rotto dal duolo e da gl'inganni, Qual, non dal giogo pur di due tiranni, Sdegnando, un cor penoso avriano tolto,

Ma dal seno di Giove, or dopo molto Volger di ciel, girar di mesi e d'anni, Par che di nuovo al pianger mi condanni, E stia nel cor via più che prima involto.

Ma se doppiando il duol (miser che spero!) Un'altra volta, sua mercè, mi snodo, Terrò la fuga per miglior sentiero: E, perché stral d'amor più non mi tocchi,

Di quei diamanti, ond'ei compose il nodo, Mi farò scudo al petto, e schermo a gli occhi.

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