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1510–1568

CXIX.

Luigi Tansillo

Mentre dal mio bel Sol l'empia fortuna Lontano, e vivo, oltra il dover mi tenne, Più lieto in sonno a consolar mi venne Che mai venisse al suo amator la Luna.

Or che a pascer correa l'alma digiuna Del cibo, onde sognando si mantenne, Convien che l'ale per fuggir m'impenne L'ira e 'l furor che ne' begli occhi aduna.

Ahi! sonno disleal, colmo d'inganni, Quando de l'ombra sua mi fêsti dono, A che fingermi amor, se sdegno v'era? Tornami ad ingannar, ch'io tel perdono,

Sonno, poi che bisogna per men danno Cangiar con l'ombra sua l'effigie vera.

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