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1510–1568

CXIII.

Luigi Tansillo

Prendi quest'alma in grembo, e menal' oggi Al duro scoglio, ov'il mio ben s'asconde, Caro pensier: fa che l'afflitta abbonde Di quel che cerca, e 'l pie' già stanco appoggi.

Tu, dispregiando e fiumi e valli e poggi, Vago ten corri ov'il voler t'infonde: Né minaccia di tuon né furor d'onde Pon far che 'l mar non varchi, e 'l ciel non poggi.

Tu nel passato vedi, e nel futuro Passi sovente: a te ne l'altrui regno Temenza e gelosia non chiudon porte. Vivrò, dolce pensier, lieto e sicuro,

Mentre avrà l'alma inferma il suo sostegno, Ché noiar duol non mi potrà, né morte.

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