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1510–1568

CXII.

Luigi Tansillo

Benché s'appaghi del perduto sole Qualunque vive in tenebre sepolto, Quel ben, che a gli occhi suol mancar del volto, Ai lumi de la mente accrescer suole.

Perché sian mie sventure al mondo sole, A me fu, col veder, l'ingegno occolto: Né fu sì ratto a gli occhi il lume tolto, Che a la lingua fur tolte le parole.

Io non pensai da indi in qua né dissi Cosa d'onor, ma lacrimando in sdegno, In tenebre, in silenzio, e in dolor vissi. Parvi dunque il fallir di scusa indegno,

Che sì gran tempo non cantai né scrissi, Se fuggendo il mio sol, fugge l'ingegno?

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