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1510–1568

CLXXV.

Luigi Tansillo

Fiume, che ricco, se ben tal non parti, Ten'entri al mar senza favor di verno, Del gran padre Appennin figliuolo eterno, Ch'hai cento frati per Italia sparti;

Quanti Ercoli vedesti e quanti Marti, Ch'avean virtute in pregio, e morte a scherno, Mentre il Tebro del mondo ebbe il governo, E diede leggi a le sue quattro parti;

Quanti Flacci e Maroni e quanti Arpini, Onde ogni età divenne poi sì parca, Udir queste onde, e queste tue pendici? Onora il novo Ispan, ch'il tuo sen varca,

Che non ebber gli antichi tuoi Latini Petti più forti, e ingegni più felici.

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