Fra i don, Garzia, sì ricchi e d'oro e d'arte
Che 'l capo illustre del bel regno nostro
Di sua man sacra all'alto valor vostro,
Qual può, già vago d'onorarvi in parte,
Gradiscansi le mie povere carte
Là dove egual voler forse vi mostro,
Ancor che de le note e de l'inchiostro,
Che si convien, non sian dipinte e sparte.
Benché Napoli il collo d'ôr vi cinga,
E intagli in pietra i vostri pregi e l'armi,
Sostenete, ch' 'n carta anch'io vi pinga.
Che i lucidi metalli e i bianchi marmi
Esser potrà che 'l tempo oscuri, e tinga,
E i vostri onor risplendan nei miei carmi.