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1510–1568

CLXIX.

Luigi Tansillo

Dopo mille alte e perigliose prede, Ond'il mio nome celebre divenne, Mentre la man ch'in servitù mi tenne D'assalir gli altri a sciolto vol mi diede,

L'altr'ier poggiando ove occhio uman non vede, Novo desio di libertà mi venne; E dando al vento l'animose penne, Io ruppi al mio signor l'usata fede.

Ma poco errai per gli alti aerei campi, Ch'avvisto del mio mal, tra nubi ascosto Ne piansi, e il becco volsi ond'era tolto. Or com'uom ch'erri, e di vergogna avvampi,

Riedo alla stanga illustre, e vo' più tosto Morir nei lacci suoi, che viver sciolto.

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