Del mondo, de gli eserciti, dei cieli
Gran padre, invitto re, motor supremo,
Raggio del cui splendor qui non scorgemo,
Sì nel tuo lume ti profondi e celi;
Ma splendi a noi per l'opre, e ti riveli
Coi doni e con le grazie, onde dovemo
Cotanto a te, se ben rei servi semo
A signor largo e pio scarsi e crudeli;
Grato Garzia de l'alta sua vittoria,
Qui pon le spoglie del nemico altero;
Tanto umil più, quanto esaltar più s'ode.
A te l'onor consacra, a te la gloria
D'ogni suo bel desir, d'ogni pensiero,
Non pur d'ogni opra sua, ch'il mondo lode.