Madre felice, la cui nobil alma,
Non già il bel corpo fe' l'inclito parto,
Nato a por giogo al Mauro, al Turco, al Parto,
Ed al popol fedel tor grave salma.
Del tuo figliuol la luce nova ed alma
Più lontan, che non mostra, il raggio ha sparto;
Vinse egli al tiepido Austro, e a la fredda Arto
Ha guadagnato forse maggior palma.
Non creder, ch'il trionfo di Numidia
Gli debba il mondo sol; ma di più alta
Parte, e lontana; ove il suo onor s'insidia.
Che mentre al mezzogiorno Africa assalta,
Guerreggia a tramontana con l'invidia;
E vinta anch'ella or sopra il ciel l'esalta.