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1510–1568

CLIV.

Luigi Tansillo

Madre felice, la cui nobil alma, Non già il bel corpo fe' l'inclito parto, Nato a por giogo al Mauro, al Turco, al Parto, Ed al popol fedel tor grave salma.

Del tuo figliuol la luce nova ed alma Più lontan, che non mostra, il raggio ha sparto; Vinse egli al tiepido Austro, e a la fredda Arto Ha guadagnato forse maggior palma.

Non creder, ch'il trionfo di Numidia Gli debba il mondo sol; ma di più alta Parte, e lontana; ove il suo onor s'insidia. Che mentre al mezzogiorno Africa assalta,

Guerreggia a tramontana con l'invidia; E vinta anch'ella or sopra il ciel l'esalta.

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