Cantor' di Tebro e d'Arno, a cui secondo
Favor dà il ciel contr' al nemico oblio,
Cantate questo novo African mio,
Di tempo ai primi, e non d'onor secondo.
Cader di Lete nol lasciate al fondo,
Che vi vinca odio esterno, amor natio:
Son popoli diversi il buono e 'l rio;
Queste e non più nazion contrarie al mondo.
Uno è il regno di Cristo, una è la chiesa,
Tutti sem noi d'un Re; tutti sem noi
Purgati al fiume del suo lato santo.
Cantate il duro assedio, e l'alta impresa
Del nostro Ispano; e 'l gran valor dei suoi,
Che fur sì pochi: e vinsero: e fêr tanto.