Perché si scopra il mio tesor secreto,
odan gli amanti in rime, in versi e in motti
“mia benigna fortuna e il viver lieto”.
Dolci pensieri a dolce fin condotti,
mostrate al mondo il mio fiorito aprile,
“i chiari giorni e le tranquille notti”.
Tempresi nel mio petto un suon gentile,
che faccia lieto ciò che fuor s'esprime
“e i soavi sospiri e il dolce stile”.
Taccia quel suon de le mie voci prime,
taccia il soggetto lamentevol tanto,
“che solea risonare in versi e in rime”.
Ma che parlo io? Chi sa se 'l mio bel canto
e la mia gioia fian per nove scorte
“vòlti subitamente in doglia e 'n pianto”?
L'instabil rote dell'umana sorte,
benché felice al più bel grado io seggia,
“odiar vita mi fanno e bramar morte”.
Morte, se scritto è in ciel ch'io cader deggia,
deh!, chiudi, priego, acciò ch'io mora queto,
quest'occhi miei, pria che turbato io veggia
“mia benigna fortuna e 'l viver lieto”.