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1510–1568

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Luigi Tansillo

Deh, volgi indietro il piede, o tu, chiunque sei, deh, non calcarmi! Inchinar ti dovresti ed adorarmi. Bench'io sia un vermicciuol che nulla vale,

non mi spregiar, se sotto 'l piè mi mire, ch'io son degno di star sovra le stelle; per l'alto fin che la mia vita tenne: ma non s'ha l'onor sempre al merto eguale.

Fur mia prigion due trecce, le più belle che mai coprisse velo, e 'l mio morir da più begli occhi venne che 'n bel seren già mai mostrass'il cielo.

Son morta e godo, perch'è tal mio stato, che porge invidia ad ogni cor beato; anzi, se mi spiacesse un tal morire, i bei capelli e la beltà gradita,

che mi diêr morte, mi potrian dar vita.

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