Quel vago animaletto,
che, per gioir, nel lume volar suole,
incauto corse ai raggi del mio sole:
e, mentre all'alta luce intorno aggira
(sì com'avviene a chi troppo alto aspira),
cadde con l'alette arse dal bel foco.
Morendo, per scampar cercava loco:
tesa d'Amor vidde una rete d'oro,
ivi s'ascose e lieto disse: — Io moro! —
Prima ch'uscisse fuor de' bei legami,
ei medesmo, affrettando il suo morire,
com'uom che vita spregi e gloria brami,
morì; ma, in sul morir, fu inteso dire:
— Né fu già mai né fia
vita più dolce de la morte mia! —