Mandami in campo un po' quel poetuzzo,
il più bel topolin, ch'io lo vagheggio;
che tornerà ben tanto allo spruneggio
ch'i' so che s'ha poi a pugnere, il ghiottuzzo!
Ché tanta boria d'un ciambelloctuzzo?
I' non t'ho posto ancora, et quasi armeggio;
tu credi ch'io t'investa, et io volteggio;
egli è vil preda, un tale affamatuzzo.
Tu non vedi, bestiuol, cervel di gatta
che di bambin' vuoi sempre una covata
et pari a' bischerucci una mignatta?
Et sai ch'io so tucta la 'ntemerata,
le carte e 'l dì quel che correa la pacta,
ch'una tua porta Troia fu burata.
Al tuo ser Cominata
gli serbo una minestra d'altri brici,
che non mangiò Theocle o Pollinici.
Qui fu goffo –iti et –ici;
viso di zugo et bocca di matrice,
lingua da confittar tra le morice.