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1432–1484

VI

Luigi Pulci

I' vo' 'nsegnarti un degno e bel secreto che non si insegna ad ogni capo raso, ma questo in verità propio è tuo caso: se divider si può per mezzo un peto;

tu sai che non si vede, o forte o cheto, e non si può far qui come Thommaso. Direbbe un altro: «ponmi al culo il naso, et io vel metterò come discreto».

Più su sta mona Luna, e' c'è più bello. «Che c'è? Non mi tener tanto in guinzaglio». Hor oltre, i' tel dirò; tu vuoi sapello? Fallo nell'acqua: e' ne nasce un sonaglio,

et quando e' viene a galla, habbi il coltello, et guarda a billicar pel mezzo il taglio. Hor beccati quell'aglio! E 'nsegnerotti, sere scarafaggio,

per quel che raghia l'asino di maggio.

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