Io hebbi a Pisa, il dì di sancto Antonio,
tre tuoi sonecti, cose egregie et magne,
che sapevan di pessime lasagne,
alle qual' sempre fai come Herittonio.
I' chiamo Bacco tuo per testimonio
che s'io comincio a dir le tuo magagne,
quel dolce uccel ch'ancor per Terreo piagne
non ti parrà, com'io, cantando idonio.
E' si conosce fra' tuoi zibaldoni
un certo burïasso, un teco meco
con tanti accenti et tante aspirationi;
ma s' tu havesti gli alti angioli teco
e cherubini e serafini et troni,
queste tuo filastrocche san di ceco.
Tu, burchiellin mie greco,
riluci tanto per Cirra et per Nisa,
ch'io t'ho veduto insin di qua da Pisa.
Hor vedrai belle risa:
ciascun di noi scopato ha più d'un cero;
ave, rabi Matheo, fra' bianco et nero.