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1432–1484

III

Luigi Pulci

I' mi credea che dell'ëucharista domandassi un buon servo a Dio fedele, come si convenia amar Racchele, o havessi qualche dubbio nel Psalmista.

Dopo suo cieca et ignoranza vista, come e' mi chiese gli donai medele, non credendo che 'l bisdomin Michele acceptassi caterva tanto trista.

Mettiti, horsù, arcangel, la panziera, ch'egli è tempo a dar fuoco alla bombarda, e sbucar fuor cotesta conigliera che fanno le materie alla lombarda;

«cento cinque et cinquanta vi si inzera», così scrisse Caiphas; ch'ogni cosa arda! D'altro che di mostarda, un fiasco turerà più d'una strozza,

se quella con ch'io scrivo non m'è mozza. Cosa iniqua et sozza a ripensar che Cristo in voi s'incialdi, nimici, pharisei, suo can' ribaldi.

Hor fate i' non riscaldi el fuoco, et ch'io non pigli più la penna, ché la mie gentilezza ancora acenna.

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