Salve, se se' quel poeta Luigi
c'ha di fama hoggi al mondo sì gran copia;
il colmo è tuo, poiché nessun s'appropia,
ma non ricciare il pel perch'io ti ligi.
Non comparo l'ineptia e' versi bigi
con chi riga in sul fil della senopia,
o stima morta al mondo omai la inopia
contro a chi di virtù segue e vestigi.
Surgo inver te, divo ingegno de' Pulci,
oro et obsecro et suplico non sepri
da te l'humanità; con versi dulci
rispondi a me, che fra faggi et ginepri
spronato seguo gli amorosi sulci
co' selvaggi leon' fra boschi e vepri.
Non mai danii né lepri
sentir del lor nimico il leggier corso
quant'io del gran Cupido il fiero morso.
Poiché qui son transcorso,
perché mia alma non cangi suo veste
truova qualche medela a cotal peste.