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1432–1484

I

Luigi Pulci

Salve, se se' quel poeta Luigi c'ha di fama hoggi al mondo sì gran copia; il colmo è tuo, poiché nessun s'appropia, ma non ricciare il pel perch'io ti ligi.

Non comparo l'ineptia e' versi bigi con chi riga in sul fil della senopia, o stima morta al mondo omai la inopia contro a chi di virtù segue e vestigi.

Surgo inver te, divo ingegno de' Pulci, oro et obsecro et suplico non sepri da te l'humanità; con versi dulci rispondi a me, che fra faggi et ginepri

spronato seguo gli amorosi sulci co' selvaggi leon' fra boschi e vepri. Non mai danii né lepri sentir del lor nimico il leggier corso

quant'io del gran Cupido il fiero morso. Poiché qui son transcorso, perché mia alma non cangi suo veste truova qualche medela a cotal peste.

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