L'arbor gentil, che mentre piacque al cielo
Fece lieti di sé gli Euganei colli,
E partendo lasciò molt'occhi molli,
E forse freddo alcun corporeo velo,
Or sopra il maggior fiume a caldo e gielo
verde si serba, e i più superbi colli
Adombra co' bei rami, ond'io già volli
L'essempio d'ogni bel pensier ch'io celo.
Dolce e vago ginevro, che al gran lauro
Or togli il primo vanto, e tua radice
Hai di là dove or sei fin nel mio core,
Il ciel ti renda sempre alto e felice
Più d'altro, e faccia andar l'ombra e 'l tuo odore
Dal Borea a l'Austro, e dal mar Indo al Mauro.