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1485–1529

XXXIV

Luigi Da Porto

L'arbor gentil, che mentre piacque al cielo Fece lieti di sé gli Euganei colli, E partendo lasciò molt'occhi molli, E forse freddo alcun corporeo velo,

Or sopra il maggior fiume a caldo e gielo verde si serba, e i più superbi colli Adombra co' bei rami, ond'io già volli L'essempio d'ogni bel pensier ch'io celo.

Dolce e vago ginevro, che al gran lauro Or togli il primo vanto, e tua radice Hai di là dove or sei fin nel mio core, Il ciel ti renda sempre alto e felice

Più d'altro, e faccia andar l'ombra e 'l tuo odore Dal Borea a l'Austro, e dal mar Indo al Mauro.

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