Queste belle ale e questa ardente face
Ti dona Eudosio, Amore,
Poi che 'l traesti fore
Di guerra, e gli donasti eterna pace.
Era omai secco di speranza il fonte,
Che rendea verde l'orto di sua vita,
E senza rose in lui sol eran spine;
Ond'ei per dare a sé medesmo aita
O con ferro, o con laccio, o giù d'un monte
Sarìa ben corso a dispietato fine,
Come di Sapho e di Phili e di Dido
È per lo mondo il grido.
Tu, Signor, gli rendesti in larga vena
Speranza e festi piena
L'anima sua di gioia,
Tal che, perché si moia,
Non teme di morire,
Sì dolce è quel gioire
Che il suo cor sente, e che la lingua tace:
Ond'ei ti dà quest'ale e questa face.