Gli occhi vostri, d'amor e lacci e foco
Contra il mio cor, che è omai sì ardente e preso,
Che schermo alcun nol pò più aver difeso,
Veggio, ove avien ch'io miri in ciascun loco.
E 'l bel parlar, cui presso ogn'altro roco
Fôra, a la cui dolcezza io mi son reso,
Sempr'odo, onde legato e tutto acceso
Da voi lontan mi struggo a poco a poco.
E se non che un pensier, che mi vi stampa,
Nutre l'anima mia d'un forte inganno,
Per lo qual or vi miro, et or vi ascolto,
Sarei già for di vita e for d'affanno.
Ma piace a voi l'ardor, che 'l cor m'avampa,
E i duri lacci, ov'io mi trovo avolto.