Poi che 'l frutto gentil, che di voi nacque,
Spogliandosi il mortal s'è fatto eterno,
Ponete fin al vostro duol interno;
A cui vel diè, per sé ritorlo piacque.
Onde, in terra morendo a noi, rinacque
Novo angeletto in ciel del Re superno,
E d'esto mondo, anzi di questo inferno
Si partì lieto, dove mesto giacque.
Non rigate di pianto il vostro volto:
Fele non più, ma sol ambrosia il pasce;
Né turbi il suo gran ben tanto dolore.
Molti chiaman felice chi non nasce;
Ma io ben dico in mille doglie avolto:
Beato quel che pargoletto more.