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1485–1529

XXII

Luigi Da Porto

Poi che 'l frutto gentil, che di voi nacque, Spogliandosi il mortal s'è fatto eterno, Ponete fin al vostro duol interno; A cui vel diè, per sé ritorlo piacque.

Onde, in terra morendo a noi, rinacque Novo angeletto in ciel del Re superno, E d'esto mondo, anzi di questo inferno Si partì lieto, dove mesto giacque.

Non rigate di pianto il vostro volto: Fele non più, ma sol ambrosia il pasce; Né turbi il suo gran ben tanto dolore. Molti chiaman felice chi non nasce;

Ma io ben dico in mille doglie avolto: Beato quel che pargoletto more.

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