Che debb'io fare, Amore,
S'una voglia infinita
Tormenta la mia vita,
Ch'avendo il suo desio, più ognor desia?
Dammi aiuto, Signore,
Tu che vedi il mio lutto,
E in me pôi fare il tutto.
Trammi, deh trammi, Amor, trammi di doglia!
Cangia questa mia voglia,
Tal che almen per cibarsi
Ella possa sfamarsi:
Che se deve esser tal la vita mia,
Per dar fine al desire
Vorrei più tosto ber Lethe o morire.
Amor, tu la mia donna
Conosci, e vedi come
Bascio gli occhi e le chiome,
E quasi sempre pendo dal bel collo,
Al mio viver colonna:
E di lei, Signor mio,
Più mi cresce il desio.
Trammi, deh trammi, Amor, trammi d'affanni!
Ristora i miei gran' danni,
Pasci questa mia fame,
Tal che sazio mi chiame:
Che se giamai non debbo esser satollo,
Per dar fine al desire
Vorrei più tosto ber Lethe o morire.
Amor, chiudi quest'occhi,
Chiudi l'orecchie mie,
che fanno al cor le vie,
Tal ch'io non l'oda, o più la veggia mai:
Perché al cor non trabocchi
Del canto la dolcezza,
O l'alta sua bellezza.
Trammi, deh trammi, Amor, trammi di vita!
Dammi con morte aita,
O tu fa' men bramosa
La mia voglia amorosa:
Che se sazia non deve esser giamai,
Per dar fine al desire
Vorrei più tosto ber Lethe o morire.
Amor, se la focosa
Voglia, che dolorosa
Rende la vita mia, minor non fai,
Per dar fine al desire
Vorrei più tosto ber Lethe e morire.