Voi, che per aver tempo a volger carte,
E 'l sen vostro arricchir d'un bel tesoro
Più prezïoso assai che gemme et oro,
Sète là 've il bel Rhen le piagge parte;
Come di me non vi sovien in parte,
Che qui nel cerchio d'Antenor dimoro
E della nostra patria il danno ploro,
Se ben da voi tant'aria mi diparte?
Dunque breve distanzia e lieto stato,
Dov'or godete, ha spento l'amor nostro,
L'usanza antica, il sangue, l'amistate?
Ma se sarete ancor, qual sète stato,
Così scarso ver' me di carta e 'nchiostro,
Passerete Neron di crudeltate.