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1485–1529

X

Luigi Da Porto

La lontananza del mio chiaro Sole Oscuro e tenebroso fa il mio stato, E pur a la crudel, cui sempre stato Sono umil servo, del mio duol non dole;

Onde con voce di morte e parole Amor chiamando or fero et ora ingrato, Me stesso e mille penne ho già stancato, Né torna il viver mio qual esser sòle.

Così di duolo in duol, di passo in passo, Di grido in grido chiamo e cerco spesso La bella donna, il mio sommo desio; E già ogni fonte, ogni pianta, ogni sasso

Sa che per chiamar lei tutt'altre oblio, E che cercando altrui perdo me stesso.

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